Il microbioma umano: piccolo, grande, micromondo.

L'essere umano si è sempre considerato il padrone del mondo in cui vive; la rivoluzione darwiniana ha restituito l'uomo alla dimensione naturale del regno animale, eppure non e' bastata a cancellare dalla sua mente l'egoistica pretesa di essere il protagonista della storia del pianeta. L'errore di valutazione appare chiaro appena ci si addentra nel mondo della microbiologia e si scoprono organismi capaci di vivere in ogni tipo di condizione ambientale, comprese quelle estreme, dai ghiacci piu' freddi alle sorgenti piu' calde. I microorganismi sono i veri sovrani del nostro pianeta, senza di essi il mondo sarebbe completamente diverso e probabilmente la vita per come la conosciamo adesso non sarebbe possibile, nemmeno la nostra, anzi, soprattutto la nostra.
Per anni la microbiologia si e' concentrata sullo studio di quei microorganismi che sono in grado di produrre una patologia nell'uomo, contribuendo ad alimentare il forte pregiudizio che vede i batteri come i "germi cattivi" responsabili del nostro ammalarci e tralasciando invece l'importantissimo contributo che i batteri danno alla nostra salute. Stime approssimative dicono che nel corpo umano vive un numero di batteri di almeno 10 volte superiore a quello delle nostre cellule. Una popolazione immensa, che svolge funzioni fondamentali per il metabolismo umano e che solo negli ultimi anni sta finalmente ricevendo la considerazione che merita, grazie al Progetto Microbioma Umano, lanciato dal National Institute of Health (NIH). Tre sono gli obiettivi del progetto: lo scopo principale e' sicuramente la caratterizzazione genetica della fauna microbica umana, tramite l'analisi della biodiversita' batterica in campioni provenienti da almeno 250 volontari sani, dai quali sara' ricavata una nuova e piu' completa banca dati genomica. Come secondo obiettivo il progetto comprende lo studio delle eventuali associazioni fra i cambiamenti nella fauna microbica e lo stato di salute o malattia dei soggetti esaminati; infine, lo studio si propone anche di definire i mezzi sperimentali che potranno essere utilizzati per una nuova serie di studi indipendenti sul microbioma. Per attuare questo genere di ricerche, infatti, e' stato necessario studiare dei protocolli del tutto nuovi, che permettessero l'isolamento e la caratterizzazione genetica di microorganismi presenti nel corpo umano, ma non facilmente coltivabili con le tecniche classiche, oltre che la messa a punto di strumenti informatici per il processamento e l'analisi di tutte le sequenze genomiche ricavate dai campioni.
La prima fase del progetto, chiamata Jumpstart, e' iniziata nel 2007 ed ha portato al sequenziamento di 500 nuovi genomi batterici, tramite l'analisi di campioni provenienti da cinque siti corporei differenti: il tratto gastrointestinale, la bocca, la pelle, la cavita' nasale e la vagina, di 250 volontari selezionati in modo che fossero rappresentativi della popolazione generale. I dati sono stati archiviati e resi disponibili, cosi' come i protocolli sviluppati per l'analisi, in modo da incentivare l'apertura di nuovi progetti e nuovi studi, che potranno usufruire della piattaforma tecnologica elaborata dagli studiosi del NIH. La seconda fase del progetto invece riguarderà l'analisi delle variazioni della fauna microbica umana associate a diverse condizioni di malattia, nella speranza di trovare nuovi mezzi diagnostici e terapeutici che potrebbero portare una piccola rivoluzione nel mondo della medicina. Importanti passi in questo senso sono già stati fatti dai primi studi pilota, riguardanti un'ampia gamma di patologie, dalla psoriasi ad alcune forme di tumore del tratto gastrointestinale, che sembrano essere associate ad una variazione delle specie di microorganismi residenti nell'ospite.
Il progetto nel suo complesso ha già raggiunto grandi risultati e promette per il prossimo futuro nuove importanti scoperte, che sposteranno di un passo avanti le frontiere della microbiologia. Non rimane dunque che continuare a seguire i progressi di questo viaggio tramite i periodici aggiornamenti che vengono pubblicati sul web http://human-microbiome.org, per assistere alla graduale esplorazione di questo fantastico e misterioso micromondo. S.D


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