L'importanza di chiamarsi p53

Verso una nuova ricetta per l'equilibrio cellulare

Il gruppo di ricerca dell'Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano, coordinato da Pier Giuseppe Pelicci, si e' aggiudicato la copertina di Cell lo scorso settembre, in occasione di un'importantissima ed entusiasmante scoperta: e' stato svelato il meccanismo della moltiplicazione delle cellule staminali tumorali del seno e avvalorata l'efficacia di particolari cure farmacologiche.
L'universo cellulare e' un complesso mosaico di attori e ruoli, sorretto da un delicato equilibrio; le cellule staminali del cancro sono la reale minaccia all'assonanza dei meccanismi che lo regolano.
I ricercatori italiani hanno, in questo senso, voluto comprendere il motivo per il quale le cellule staminali tumorali si moltiplicano senza sosta, diversamente dalle cellule staminali sane, determinando un'inarrestabile crescita del tumore, e di conseguenza individuare i caratteri peculiari che le fanno tanto diverse dalle cellule staminali normali.


La prepotenza delle cellule tumorali e' determinata dalla regolare simmetria nel meccanismo di divisione cellulare: opponendosi rovinosamente alle leggi della normale routine - infatti le cellule staminali sane si moltiplicano asimmetricamente, dando origine a due cellule figlie diverse fra loro e con funzionalita' differenti -le cellule staminali del cancro si riproducono nella maniera diametralmente opposta, generando due cellule che sono in grado di sviluppare tessuto tumorale, che di conseguenza continua a crescere, mentre i tessuti sani rimangono costanti. Esistono poche eccezioni che bloccano i processi consueti per innescare i meccanismi asimmetrici: le cellule staminali normali hanno la capacita' di moltiplicarsi in modo asimmetrico esclusivamente nel momento in cui si sia rilevato un tessuto danneggiato e questo debba essere riparato. Da alcuni anni e' stato identificato un significativo gene, che sintetizza per un fattore di trascrizione in grado di riconoscere anomalie del DNA, di legarsi conseguentemente alla doppia elica e di attivare i processi di riparazione.
Il gene oncosoppressore e' p53 e si rivela essere il gene piu' frequentemente alterato nei casi tumorali umani: si attesta che circa il 50% delle neoplasie umane maligne presenti una mutazione a livello di questo gene. Cio' determina, quindi, una grave deficienza del proprio ruolo nel bloccare la proliferazione cellulare, al fine di evitare che una cellula danneggiata si replichi in modo incontrollato. Nel momento in cui la riparazione cellulare non avvenga efficacemente, p53 sarebbe capace di indurre la morte per apoptosi della cellula stessa.
La scoperta del ruolo da protagonista del gene p53 anche nel caso indagato dall'equipe italiana ha confermato alcuni dati e ha contribuito a compiere un ulteriore passo in avanti alla comprensione e alla lotta dei tumori al seno. Bassi livelli di p53 o la sua alterazione determinano, quindi, un sostanziale disorientamento, contribuendo alle cellule staminali di dividersi in modo simmetrico, perdendo completamente le istruzioni precedenti. Con l'ausilio di un modello transgenico di cancro al seno ErbB2 i ricercatori hanno compreso i meccanismi che entrano in gioco nel determinare la simmetria a danno dell'asimmetria e hanno sviluppato una nuova attivazione farmacologica di p53, capace di riportare la divisione cellulare alla normalita' e riducendo cosi' la crescita tumorale. Questo dato, afferma il coordinatore del progetto di ricerca, conferma che p53 regola la polarita' della divisione cellulare nelle cellule staminali mammarie e suggerisce come la mancanza di questo importantissimo oncosoppressore favorisca le divisioni simmetriche delle cellule staminali tumorali.


S.S. FONTE
The tumor suppressor p53 regulates polarity of self-renewing divisions in mammary stem cells
www.cell.com


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