Cellule staminali
Le cellule staminali sono cellule primitive non specializzate dotate della singolare capacita' di potersi differenziare in diversi altri tipi di cellule del corpo. Molti ricercatori sostengono che tali cellule potranno potenzialmente rivoluzionare la medicina, permettendo ai medici di riparare specifici tessuti o di riprodurre organi.
Per poter essere definita come staminale una cellula deve soddisfare le seguenti proprieta':
autorinnovamento, ossia capacita' di compiere un numero illimitato di cicli replicativi mantenendo il medesimo stadio differenziativo;
potenza, cioe' capacita' di dare origine a una o piu' specie cellulari.
Sebbene le cellule staminali siano dotate di un potenziale replicativo illimitato, sono normalmente quiescenti (fase G0 del ciclo cellulare) e solo di rado entrano in mitosi; infatti la parte piu' consistente del lavoro replicativo che porta all'incremento numerico della progenie delle cellule staminali in funzione dell'accrescimento o della riparazione dei tessuti, viene svolto da cellule non staminali definite progenitori o
transit amplifying cells (TAC), derivate direttamente dalle cellule staminali, ma parzialmente differenziate e prive della capacita' di autorinnovamento. Questa strategia replicativa, che limita il numero di eventi replicativi a cui una cellula staminale va incontro, si fonda probabilmente su due importanti principi tra loro collegati:
1. stretto controllo del numero di cellule staminali: ogni cellula staminale occupa una propria nicchia biologica definita da un complesso network di segnali biochimici, che probabilmente forniscono anche alla cellula staminale le informazioni necessarie sul momento opportuno per replicarsi;
2. conservazione dell'integrita' del genoma delle cellule staminali: un basso numero di replicazioni riduce il rischio di danni al DNA, cioe' di mutazioni.
Le mutazioni a carico delle cellule staminali sono estremamente nocive e pericolose, poiche' vengono trasmesse a tutte le generazioni di cellule figlie derivate da quella cellula staminale e possono indurre la cellula staminale a degenerare in senso neoplastico, diventando una cellula staminale tumorale, cioe' un tipo di cellula probabilmente responsabile del continuo rifornimento di nuove cellule che caratterizza lo sviluppo e soprattutto le recidive dei tumori; al contrario una mutazione in una TAC si ripercuote solo su di una singola generazione di cellule, che eventualmente dopo un certo tempo verra' comunque sostituita.
In base alla potenza si possono distinguere quattro tipi di cellule staminali:
• una singola cellula staminale totipotente puo' svilupparsi in un intero organismo e persino in tessuti extra-embrionali. I blastomeri posseggono questa proprieta';
• le cellule staminali pluripotenti possono specializzarsi in tutti i tipi di cellule che troviamo in un individuo adulto ma non in cellule che compongono i tessuti extra-embrionali;
• le cellule staminali multipotenti sono in grado di specializzarsi unicamente in alcuni tipi di cellule;
• le cellule staminali unipotenti possono generare solamente un tipo di cellula specializzata;
Le cellule staminali si classificano anche secondo la provenienza, come adulte o embrionali. Vi sono anche le cellule staminali ottenibili dal liquido amniotico, che hanno caratteristiche di entrambe. Le cellule staminali
adulte sono cellule non specializzate reperibili tra cellule specializzate di un tessuto specifico e sono prevalentemente multipotenti; queste sono gia' utilizzate in cure per oltre cento malattie e patologie. Sono dette piu' propriamente somatiche, perche' non provengono necessariamente da adulti ma anche da bambini o cordoni ombelicali. Le cellule staminali
embrionali sono ottenute a mezzo di coltura, ricavate dalle cellule interne di una blastocisti. La ricerca sulle cellule staminali embrionali e' ancora ai primi stadi: fare ricerca con cellule umane di questo tipo e' una questione controversa, in quanto il loro utilizzo ha sollevato un grosso dibattito di carattere etico. Difatti per poter ottenere una linea cellulare di queste cellule si rende necessaria la distruzione di una blastocisti, un embrione non ancora cresciuto sopra le 150 cellule; tale embrione viene ritenuto da alcuni un primitivo, od almeno potenziale, essere umano, la cui distruzione equivarrebbe all'uccisione di un essere umano gia' concepito.
Le cellule staminali
amniotiche sono le cellule staminali che si trovano nel liquido amniotico che circonda il feto durante la gestazione; esse hanno caratteristiche biologiche molto simili alle staminali embrionali, ma non hanno le controindicazioni di tipo etico legate alla distruzione dell'embrione. Anche la ricerca su queste cellule e' ancora all'inizio, ma potrebbe avere un buon potenziale di sviluppo. Il sangue residuo della placenta e del cordone ombelicale costituisce una fonte di cellule staminali emopoietiche adulte.
Dal 1988 queste cellule staminali da cordone ombelicale sono impiegate per curare il morbo di Gunther, la sindrome di Hunter, la sindrome di Hurler, la leucemia linfocitica acuta e molte altre patologie che interessano in particolare i bambini. Il sangue e' raccolto dal cordone ombelicale (sia in caso di parto spontaneo che di taglio cesareo) facendo un prelievo in circuito chiuso sterile dalla vena ombelicale.
Ricercatori in Corea del Sud hanno annunciato nel novembre del 2004 di aver sperimentato con successo terapie basate su cellule staminali multipotenti (somatiche) da cordone per permettere ad una donna paralizzata di camminare con l'aiuto di un tutore: cio' e' stato reso possibile isolando le cellule staminali dal cordone ombelicale e iniettandole nella zona danneggiata della colonna vertebrale della paziente.
La speranza e' che le numerose ricerche in corso aprano la possibilità di utilizzo delle cellule amniotiche nel trattamento e nella cura di numerose patologie, dalle malformazioni fetali a malattie degenerative e a disordini di tipo genetico.
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