Teoria del complotto lunare


Con questa teoria si indica la tesi secondo cui le missioni del programma Apollo non avrebbero mai portato l'uomo a toccare il suono lunare e la NASA avrebbe falsificato le prove degli allunaggi (i video trasmessi dalla televisione sarebbero stati messi in scena in uno studio televisivo con lʼaiuto degli effetti speciali), in una cospirazione organizzata assieme al governo degli Stati Uniti. Cio' nonostante esistano prove indipendenti che dimostrano la realta' dell'allunaggio dell'Apollo: nel luglio del 2009 con la missione denominata Lunar Reconnaissance Orbiter sono state acquisite una serie di nuove immagini del suolo lunare. Queste immagini mostrano la superficie della luna ove si vedono sia i moduli lunari usati per l'atterraggio (incluso quello dell'Apollo 11) e le apparecchiature usate per gli esperimenti scientifici sia le impronte lasciate da un astronauta della missione Apollo 14.
L'origine della teoria del falso allunaggio (Moon Hoax) si individua nel libro dell'americano Bill Kaysing (William Charles Kaysing, Chicago 1921) We never went to the moon, del 1976. Kaysing, nel suo libro, sostiene che la tecnologia degli anni Sessanta non avrebbe mai consentito di portare a termine un allunaggio con equipaggio; espone tre premesse alle sue dichiarazioni e alle sue ipotesi formulate in base alla sua esperienza professionale:
- la percentuale di successo sarebbe stata considerata dalla NASA stessa all'incirca dello 0,0017 per cento;
- la NASA, amministrata in malo modo, non avrebbe potuto passare da una situazione disastrosa a un successo totale;
- la NASA e Rocketdyne (industria che costruiva razzi per la NASA) erano semplicemente alla ricerca di denaro.
Secondo Kaysing il falso video fu girato al Norton Air Force Base di San Bernardino, sotto regia di Stanley Kubrick, gia' famoso per i suoi effetti speciali del film 2001: Odissea nello spazio, sotto minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento del giovane fratello Raul col Partito Comunista. Altra ipotesi isolata, pone l'indizio preliminare nella concessione al regista da parte della NASA stessa, all'uso di un nuovo tipo di lenti ad alta luminosita', commissionate alla Zeiss, che consentivano riprese a luce naturale, poi utilizzate per il film Barry Lyndon.
Con un team per gli effetti speciali capeggiato da Douglas Trumbull, Kubrick avrebbe inscenato la prima e la seconda missione lunare in un edificio speciale di Huntsville, nell'Alabama. Per simulare la gravita' lunare si sarebbero usate gru a ponti idraulici e sottilissimi cavi. L'interesse di Kubrick verso la matematica teorica sarebbe stata potenziata dalle nozioni di meccanica orbitale ricevute nei consulti di Wernher von Braun, all'epoca anch'egli a Huntsville. Dopo il rifiuto di girare l'Apollo 13 sarebbe stato arruolato il regista inglese Randall Cunningham.
La teoria di Kaysing si ramifica sostenendo tre varie possibilita':
•“probabilmente, il razzo Saturn V con gli astronauti Armstrong, Aldrin e Collins a bordo, parti' regolarmente ma, appena furono fuori dallo sguardo del pubblico, l'astronave si diresse verso il Polo Sud, espulse l'equipaggio e si schianto' nell'Oceano. Nel frattempo, gli astronauti e gli uomini del controllo della missione furono portati da parte in un corso meticolosamente progettato per ingannare il pubblico facendogli credere del viaggio sulla Luna”. Dopo la spettacolare missione, l'equipaggio e il modulo di comando sarebbero stati caricati su un aereo militare da trasporto e gettati nel Pacifico per le operazioni di recupero.
•Un'altra ipotesi e' che rimasero in orbita terrestre fino al rientro nell'atmosfera per finire con un perfetto ammaraggio nel Pacifico.
•L'ultima ipotesi e' che “non salirono neppure alla partenza e la navicella caduta in mare fosse vuota. Dopo il rientro, gli astronauti furono messi in isolamento con l'incredibile scusa di non contagiare con i virus lunari”. La quarantena forzata sarebbe stata necessaria affinché essi raccontassero a freddo la storia per essere meglio credibili.
In un programma televisivo sul complotto dell'allunaggio la Fox Entertainment Group elenco' le morti di 10 astronauti e due civili collegati agli uomini dei programmi spaziali come plausibili vittime delle operazioni di copertura della montatura: Ted Freeman, Elliott See, Charlie Bassett e C.C. Williams (deceduti nello schianto di un T-38), Virgil Ivan Grissom, Roger Chaffee e Edward White (deceduti nell'incendio dell'Apollo 1, gennaio 1967), Ed Givens (deceduto in un incidente automobilistico), Mike Adams (l'unico pilota di X-15 deceduto durante il programma dei test di volo degli X-15), Robert Lawrence (stabilito che sarebbe stato un pilota della "Air Force Manned Orbiting Laboratory", mori' nello schianto di un jet nel dicembre 1967), Thomas Baron (impiegato NASA, deceduto nella collisione tra auto e treno nel 1967), James Irwin (deceduto per infarto, 1991).
I sostenitori della teoria del complotto adducono diversi moventi per l'intera messa in scena:
•la corsa verso la Luna deve essere vista nel complesso della Guerra Fredda; le prime tappe di questa corsa erano state vinte dall'Unione Sovietica, che era riuscita a mandare in orbita il primo satellite artificiale, a fotografare l'altra faccia della Luna e a portare il primo uomo nello spazio. Ora spettava agli americani di aggiudicarsi ad ogni costo questo prestigioso titolo.
La corsa verso la Luna copriva i potenti finanziamenti per la sperimentazione dei nuovi armamenti e la ricerca e i test dei nuovi sistemi missilistici.
•Questa vittoria tecnologica fu per il popolo americano estremamente motivante quale dimostrazione di supremazia non solo militare. Il progetto di esplorazione umana della luna subentro' all'abbandonato progetto A119 (top-secret), o meglio "A Study of Lunar Research Flights", sviluppato nel 1950 dalla Armour Research Foundation di Chicago (oggi Illinois Institute of Technology Research) per la United States Air Force che prefigurava l'esplosione di una testata nucleare sulla Luna. Si presuppone che lo scopo fosse di dimostrare la superiorita' militare sull'Unione Sovietica e sul resto del mondo durante la Guerra Fredda. I piani non furono mai svelati perche' comportavano rischi incalcolabili e perche' l'esplorazione umana fu considerata assai piu' accettabile dal pubblico.
•L'allunaggio sarebbe stato inscenato per distrarre gli americani dalla guerra del Vietnam.
•La NASA avrebbe avuto timore di perdere il proprio budget che ammontava gia' allora a 30 miliardi di dollari.
•Tutta la missione dell'Apollo 13 sarebbe stata messa in scena per riguadagnare l'interesse della gente alle missioni lunari ed assicurarsi il finanziamento delle future attivita'. Tale sceneggiatura fu talmente perfetta da essere utilizzata quale trama dell'omonimo film di successo.
•Nessun altro paese aveva i mezzi e l'autorita' per contestare la veridicita' della missione ad eccezione dell'Unione Sovietica che, propagandandosi con la stampa comunista, non aveva grande credito presso il grande pubblico occidentale.