Energia Geotermica
L'energia geotermica e' l'energia generata per
mezzo di fonti geologiche di calore, e puo' essere considerata una forma di
energia rinnovabile se valutata in tempi brevi. Si basa sulla produzione di calore naturale della Terra, alimentata dall'energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare di elementi
radioattivi quali l'uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all'interno della Terra .
L'energia geotermica rappresenta oggi meno dell'1% della produzione mondiale di energia; e' una forma di energia sfruttabile che, come dicevamo prima, deriva dal calore presente negli strati piu' profondi della crosta terrestre: infatti, penetrando in profondita' la superficie terrestre, la temperatura diventa gradualmente piu' elevata aumentando di circa 30 °C per km.
I giacimenti di questa energia sono pero' dispersi e a profondita' così elevate da impedirne lo sfruttamento. Per estrarre e usare questo calore e' necessario individuare le zone in cui questo si è concentrato: il serbatoio o giacimento geotermico.
Esistono diversi
sistemi geotermici, ma attualmente vengono sfruttati a livello industriale solo i
sistemi idrotermali, costituiti da formazioni rocciose permeabili in cui l'acqua piovana e dei fiumi si infiltra e viene scaldata da strati di rocce ad alta temperatura (le temperature raggiunte variano dai 50-60 °C fino ad alcune centinaia di gradi).
La geotermia consiste nel
convogliare i vapori provenienti dalle sorgenti d'acqua del sottosuolo
verso apposite turbine adibite alla
produzione di energia elettrica, e nel riutilizzare il vapore acqueo per il riscaldamento urbano, le coltivazioni in serra e il termalismo.
Per alimentare la produzione del vapore acqueo si ricorre spesso all'immissione di acqua fredda in profondita', una tecnica utile per mantenere costante il flusso del vapore; in questo modo si riesce a far lavorare a pieno regime le turbine e produrre calore con continuita'.

La geotermia resta comunque una
fonte energetica marginale da utilizzare solo in limitati contesti territoriali. Resta in ogni caso una potenzialita’ energetica da sfruttare laddove possibile.
Dall'inizio del novecento l'Italia sfrutta il calore della Terra per produrre energia elettrica tramite la realizzazione di centrali elettriche geotermiche capaci di sfruttare la forza del vapore. La produzione di energia elettrica dalla geotermia e' fortemente concentrata in Toscana (Pisa, Siena e Grosseto). I giacimenti naturali di vapore in questa regione, producono ogni anno oltre 4 miliardi di kilowatt/ora di elettricita'.
Per quanto riguarda il funzionamento: il flusso di vapore proveniente dal sottosuolo produce una forza tale da far muovere una turbina; l'energia meccanica della turbina viene poi trasformata in elettricita' tramite un sistema alternatore.
I sistemi geotermici possono essere a vapore dominante, quando l'alta temperatura determina la formazione di accumuli di vapore, o ad acqua dominante, se l'acqua rimane allo stato liquido. Nel primo caso l’energia geotermica puo’ essere utilizzata per produrre energia elettrica, inviando il vapore attraverso dei vapordotti a una turbina collegata a un generatore di corrente. Se il fluido non raggiunge una temperatura sufficientemente elevata, l'acqua calda potra' essere utilizzata per la produzione di calore.
La fonte geotermica riceve in particolar modo due critiche:
dalle centrali geotermiche
fuoriesce insieme al vapore anche
il tipico odore sgradevole di uova marce delle zone termali
causato dall'idrogeno solforato; il problema e' risolvibile mediante l'installazione di particolari impianti di abbattimento.
L'impatto esteriore delle centrali geotermiche puo' recare qualche
problema paesaggistico. La centrale si presenta, infatti, come un groviglio di tubature, un'immagine che pero'
non dista comunque da quella di
molti altri siti industriali o fabbriche.
La geotermia consente di trarre dalle forze naturali una grande quantita' di energia rinnovabile e pulita. La trivellazione e' il costo maggiore; nel 2005 l'energia geotermica costava fra i 50 e i 150 euro per MWh, ma si prevede che tale costo scenda a 50-100 euro per MWH nel 2010 e a 40-80 euro per MWh nel 2020.
N.M
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